Username  
 
Password  
Password Dimenticata? | Registrati
 
Le terrazze di Castelmola
mercoledì 2 marzo 2005
Stampa
0
Castelmola è un piccolo paese di appena cinquecento anime, arroccato su un costone roccioso dei monti Peloritani, sopra la baia di Taormina. E’ un posto magico, silenzioso, incontaminato. Una terrazza a picco sul mare: da un lato, in lontananza, si scorge la costa calabrese, dall’altro la vetta dell’Etna. Quando si comincia a salire per quella strada tortuosa che conduce sul monte Ziretto, si pensa di avere sempre il mare alle spalle, ma quando improvvisamente ti volti, il mare è inghiottito di colpo in fondo alla valle, come in fondo ad un lavandino. Lungo questi tornanti, sui fianchi della montagna, potrebbe sorgere un museo di arte e architettura contemporanea, unico al mondo nel suo genere. Unico perché innestato nel paesaggio, in modo da assecondare i saliscendi del terreno, il dislivello e le pieghe della montagna. L’idea di questo nuovo parco espositivo è il frutto della sinergia tra i giovani progettisti di Ufo (Urban Future Organization) e lo Studio Centola & associati, i quali hanno vinto ( ex aequo con Antonella Mari) il workshop promosso dalla Associazione Arte Alta di Castelmola, guidata dalla iperattiva Eleonora Cacopardo. Un gruppo di architetti di varie nazionalità hanno lavorato per tre giorni, senza pause, nel paesino messinese, ispirandosi alle tesi post-minimaliste di Keith Sonnier, Eva Hesse, Barry Le Va, e soprattutto Zaha Hadid, la famosa artista ‘ecologista’ anglo-irachena. Le parole d’ordine sono state: niente cemento, niente mura, nessun argine al panorama. Nessuna violenza al territorio. Ma solo una passeggiata continua, attraverso un campo espositivo con ambienti inteconnessi, a tratti chiusi e a tratti aperti, insieme a spazi verdi integrati, senza alcuna delimitazione tra esterno ed interno. “L’apertura al paesaggio è totale – spiega Valentina Piscitelli, una giovane e bella architetta romana che ha partecipato con entusiasmo all’iniziativa –. La nostra idea è quella di un museo a ‘terrazze’, che ottimizza gli spazi sui pendii scoscesi di Castelmola, e consente una fruizione continua, salvaguardando l’ambiente e la vista spettacolare a 180 gradi, in modo da non limitare lo sguardo entro cornici predefinite”. Un museo, dunque, flessibile e modulare, visto che si possono aggiungere o eliminare sezioni e parti di esso senza compromettere l’integrità del risultato finale. Ora la parola finale spetta alle istituzioni. “Noi abbiamo realizzato solo un prototipo – aggiunge la Piscitelli – che bisognerebbe trasformare in un progetto esecutivo, utilizzando i fondi a disposizione della Unione Europea”. Politica permettendo.
0 commenti
Lascia un commento
Occorre aver fatto il LOGIN per inviare un commento