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La rinascita di Linguaglossa
mercoledì 2 marzo 2005
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L’ultima devastante eruzione dell’Etna risale all’ottobre del 2002. Nel comune di Linguaglossa, il piccolo comune sul versante sud-orientale del vulcano, la lava aveva distrutto ben dieci ettari di bosco, ampi tratti di strada carrabile e aveva spazzato via il novanta per certo delle attrezzature turistiche. Ma ora il momento per la ‘rinascita’ della stazione sciistica di Linguaglossa sembra più vicino, grazie ad uno studio di fattibilità che ha visto coinvolti il Dipartimento delle protezione civile della Sicilia orientale, l’Ente parco dell’Etna, la Provincia regionale di Catania, l’Istituto nazionale di Geofisica di Catania, il Dipartimento di architettura della facoltà di ingegneria di Catania, e, naturalmente, il comune di Linguaglossa. “Tutti per uno, uno per tutti”. E’ stato questo il motto della iniziativa, fortemente voluta dalla ‘vulcanica’ assessore all’urbanistica di Linguaglossa, Lucia Papa. Ciascuna delle parti ha, infatti, definito una linea di sviluppo del territorio in armonia con le risorse naturali, ponendo le basi per una condivisione ampia di tutte le azioni progettuali. Il nuovo parco di Linguaglossa diventerà, con minimi investimenti, un parco didattico e per il tempo libero: fratture, conetti spenti, argini, bocche effimere, pinnacoli isolati, canali di flusso, sovrapposizioni di colate successive, costituiscono, insieme allo spettacolo della vista verso il cratere, i boschi e il mare, un patrimonio naturalistico unico. Questo è il sogno di Lucia Papa. Su invito del sindaco di Linguaglossa sono stati selezionati sei progetti di altissima qualità, frutto degli astri più promettenti della giovane architettura italiana. Una giuria, composta da docenti universitari, tecnici della protezione civile e del comune, studiosi di architettura, hanno scelto poi il progetto ‘pilota’ del Gruppo Ufo e Centola & associati. Ci saranno parcheggi, aree picnic attrezzate nella pineta, terrazze panoramiche e punti di sosta. In questo modo si potrà lasciare l’automobile a quote diverse (1.500, 1.650, 1.750 metri s.l.m.) gratuitamente per realizzare tre percorsi alternativi (lungo, medio, corto) di avvicinamento alla nuova stazione turistica. Piste di trekking, corsa, mountan bike e percorsi dedicati a vulcanologi ed appassionati, realizzati in ciottoli di lava pressati, seguiranno e attraverseranno la colata per condurre ai punti geologicamente e paesagisticamente significativi che si alternano a momenti di relax nelle aree panoramiche. Anche coloro che per vari motivi non intendono raggiungere la vetta del vulcano potranno viverne direttamente l’esperienza. Anche l’organizzazione generale della nuova stazione turistica di Monte Conca a quota 1.800 metri s.l.m. si adegua alle logiche naturali della colata lavica e alle modalità che hanno guidato la realizzazione del parco. Vista la pendenza poco significativa del terreno, i progettisti hanno deciso di non adottare la sistemazione a terrazzamenti, che comporta notevole spreco di spazi connettivi e una gerarchia troppo rigida di percorsi e funzioni. Hanno optato invece per un’organizzazione che segue flussi generalmente perpendicolari alle curve di livello e si adatta alla situazione orografica come accade per le colate di lava. Le attività ricettive sono posizionate nella zona più alta e panoramica ai margini dell’area data per assicurare ai residenti maggiore privacy e vista sulla valle o verso la bocca del vulcano. Esse diventano gli argini artificiali della colata all’interno della quale è stato giustamente richiesto di posizionare l’intervento per evitare di compromettere la vegetazione adiacente. Ampio spazio, naturalmente, è stato riservato alla varietà di tipologie ricettive in grado di far fronte a richieste differenziate in qualsiasi periodo dell’anno: gite scolastiche, single, coppie, famiglie, studiosi e tour organizzati potranno trovare il tipo di sistemazione che desiderano rispetto alle preferenze economiche e alla durata del soggiorno. Gli ostelli e i miniappartamenti sono tutti dotati di cucine o angoli cottura, per evitare una onerosa struttura di ristorazione ad esclusivo servizio delle attività ricettive che possono usufruire dei ristoranti adiacenti. Il ristorante più in alto avrà uno standard qualitativo maggiore, quello più in basso le caratteristiche di tavola calda e self-service. Lo spazio collettivo risultante, che misura circa 14.000 mq, funzionerà da attrazione per l’incontro e l’uso da parte dei visitatori sia nel periodo invernale che in quello estivo: manifestazioni organizzate, eventi spontanei, giochi o semplicemente incontro. Insomma Linguaglossa attende stavolta una ‘colata’ di speranza.
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