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L’isola che non c’è
martedì 3 agosto 2004
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Povera Sicilia. Non bastavano le ferrovie disastrate, gli ospedali fatiscenti, i monumenti abbandonati, le coste sporche e dilaniate dal cemento, i disoccupati, la mafia, a farne lo zimbello del pianeta. Adesso hanno pensato persino di eliminarla dal mappamondo. Nel grande globo di ferro battuto, installato ad altezza d’uomo di fronte al municipio di Ottawa, la capitale del Canada, il fiorente stato nord americano, sono state fedelmente riprodotte tutte le nazioni del mondo, in memoria dei caduti canadesi dell’ultimo conflitto mondiale. Vi si trovano, in bella evidenza, tutti i continenti della superficie terrestre, dalle sperdute lande del Polo Nord fino alla Terra del Fuoco, con annessa Antartide. Ci sono anche le sperdute isole Marshall nel Pacifico. Ma non c’è traccia, geograficamente parlando, della Sicilia. L’Italia, o meglio ciò che resta del Bel Paese, si ferma alle coste linde e frastagliate della Calabria. Nel Mediterraneo, il “mare nostrum”, sono rimaste a galleggiare,sole solette, la Sardegna e la Corsica. Incredibile, ma vero. La spiacevole scoperta è stata fatta da un gruppo ben assortito di turisti italiani in visita nella capitale canadese. “Ardeo, qui s’è manca la Sicilia” – ha gridato nel suo dialetto un eccitato imprenditore triestino – rivolto verso Pippo, l’unico siciliano della comitiva, un siracusano in pensione, tutto azzimato, pimpante e orgoglioso delle proprie origini. Che fine aveva fatto l’isola del sole, la terra di Archimede, Bellini e Pirandello, l’ombelico del mondo? Cancellata, ignorata: “disappeared”, come direbbero gli americani. Tanti sguardi allibiti e poi subito via con gli inevitabili sfottò: “Bossi ha convinto i Canadesi che la Sicilia non c’entra proprio niente con l’Italia. Non c’è più bisogno del ponte sullo stretto, tanto hanno risolto il problema alla radice. Forse gli americani hanno pensato di inserirla al largo della Florida. Tanto meglio. Vuoi vedere che c’è lo zampino della mafia o addirittura di Andreotti…”
Insomma oltre all’inganno, la beffa. Una figuraccia per il povero Pippo, tornato a casa furente, con la coda tra le gambe. Ma ansioso di vendetta. “Non mi darò pace fino a quando non conoscerò il nome di quell’ignoto artista che ha escluso dal globo terrestre proprio la Sicilia. E’ assurdo. Voglio sputargli in faccia”. E si capisce pure. Non fa piacere a nessuno scomparire dalla faccia della terra. Ma si tratta di una ignobile svista o c’è sotto qualcosa? Come mai la comunità siciliana, che tutti sanno fortemente presente in Canada, non ha protestato? O non lo ha fatto di proposito? Tra l’altro ad Agira, in provincia di Enna, c’è un bel cimitero militare che conserva le spoglie dei soldati canadesi scomparsi in Sicilia durante l’ultima guerra. Ed allora perché i canadesi dovrebbero avercela con i Siciliani? Tocca indagare. Ma all’Ambasciata Canadese in Italia, a Roma, la funzionaria di turno ha fatto le spallette e non ci ha saputo fornire alcuna spiegazione. E adesso cosa ne sarà delle centinaia di gemellaggi tra le città siciliane e quelle canadesi? Partirà un embargo dei nostri prodotti nei confronti del Canada? State tranquilli. Non succederà nulla di tutto questo: della Sicilia ormai non importa niente a nessuno. Neanche ai siciliani. Come diceva Edoardo Bennato, in una sua famosa canzone: “Forse questa è proprio l’isola, che non c’è…”
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